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giovedì 17 gennaio 2013

Lezione 3 - I Fondamenti (Parte 2) - Il Territorio

In Cina, il Baduk è chiamato “Weiqi”, che significa letteralmente gioco del circondare: circondare il territorio, e circondare le pietre avversarie per catturarle. Circondare e catturare le pietre del vostro avversario è un buon modo di impadronirsi di un territorio, ma è semplicemente un mezzo e non il fine. Lo scopo finale del Baduk è quello di conquistare quanto più territorio possibile proteggendone i confini.


Cosa è il territorio?



Diagramma 1


Diagramma1 Nell'angolo in alto a destra vi sono 10 punti contrassegnati con dei quadratini neri, mentre sul lato sinistro sono stati contrassegnati altri 24 punti. Questi punti sono completamente circondati da pietre nere senza alcuna pietra avversaria viva al loro interno. Quando abbiamo dei punti vuoti così perfettamente delimitati da pietre di uno stesso colore, possiamo chiamarli un “territorio“.


Tuttavia, recintare un’intera area pietra per pietra fin dall'inizio della partita non è un modo efficiente di conquistare territorio. Visto che nel Baduk i giocatori giocano a turno, è sufficiente costruire una struttura relativamente più forte del vostro avversario per conquistare alla fine il territorio. La posizione nell'angolo in basso a destra mostra come creare questa struttura territoriale. I punti contrassegnati in questo angolo possono nella pratica essere considerati anch'essi “territorio” o meglio “territorio potenziale”. Il Dia. 2 mostra un esempio dell’apertura di una partita tra giocatori esperti.


Diagramma 2


La Somma dei Territori Decide il Risultato di una Partita.


Quando le pietre circondano un territorio, possono sopravvivere sulla tavola da gioco nel proseguo della partita, ed il territorio è chiamato “chib”, che letteralmente significa “casa”, in Coreano. Ma la funzione più importante, oltre che finale, del territorio è decidere il risultato di una partita.


Diagrama 3


Diagramma 3 Il Diagramma mostra la conclusione di una partita giocata su di un goban 13x13. Il Nero ed il Bianco condividono la tavola da gioco ognuno con i rispettivi territori. Andiamo a vedere quanto territorio hanno conquistato ognuno e chi ha vinto la partita.


Il Territorio Totale del Nero:

16 (angolo in alto a sinistra) + 11 (al centro del goban) + 8 (sul lato destro) = 35 punti di territorio


Il Territorio Totale del Bianco:

20 (sul lato in alto) + 7 (angolo in basso a sinistra) + 12 (angolo in basso a destra) = 39 punti di territorio


Quindi il Bianco vince di 4 punti.


Il Territorio Non Deve avere Alcuna Breccia


Sebbene sia normale creare del territorio potenziale durante la partita, non potrà essere considerato veramente vostro se le pietre avversarie aprono una breccia attraverso di esso. Le 15 pietre nere nel Dia. 4 circondano alcuni punti vuoti, ma non posso essere considerati territorio nero dal momento che le pietre bianche hanno rotto l’accerchiamento.


Diagramma 4
Cosa avrebbe dovuto fare Nero per non perdere l’impiego delle 15 pietre? Torniamo indietro alla situazione di sole due mosse prima. Nel Dia. 5, Nero circonda un territorio potenziale con un’unica piccola fessura che non influenza l’integrità del territorio. 

    
Diagramma 5Diagramma 6

A questo punto Nero non ha bisogno di aggiungere una mossa, o almeno non ancora. Tuttavia, se Bianco affonda l’attacco con 1, come nel Dia. 6, Nero deve bloccarlo con 2 per proteggere il proprio territorio.


Assicuratevi che l’Avversario Non Possa Sopravvivere all'Interno del Vostro Territorio


In generale, creare un territorio grande è meglio. Ma vi è un limite dal momento che, quando è troppo grande, il vostro avversario può creare un proprio territorio all'interno del vostro.


Nel Dia. 7, il territorio del bianco ammonta alla metà esatta del goban. Tuttavia, quando Nero invade con 1, il Bianco non può uccidere quella pietra, e l’angolo in basso a destra si tramuta in territorio nero.


Ciò può anche accadere se Nero gioca la pietra 7 nell'angolo in basso a sinistra. Quindi non bisogna solo difendere il territorio dagli assalti avversari provenienti dall'esterno ma bisogna anche assicurarsi che l’avversario non possa invadere il nostro territorio e sopravvivere.

Diagramma 7

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lunedì 14 gennaio 2013

Lezione 2 - I Fondamenti (Parte 1)


Nella prima lezione, abbiamo brevemente introdotto le idee generali alla base del Baduk comparandolo agli Scacchi. Ora andremo ad impararne le basi e le regole.

La Tavola da Gioco e le Pietre
Il Baduk è un gioco giocato da due persone su di una tavola di legno attraverso delle pietre.

Diagramma 1
La tavola[1] tradizionale ha una griglia composta da 19 linee orizzontali e 19 verticali, con nove punti più scuri che vengono chiamati “punti stella”. Questo nome proviene dalla traduzione del vocabolo Giapponese “hoshi” (stella)[2], mentre in Corea queste intersezioni vengono chiamate “hwachom”[3], che significa “punti fiore”, dal momento che le tavole da gioco tradizionale Coreane riportavano disegni floreali per indicare tali intersezioni. Gli hoshi servono per indicare i punti dove porre le pietre di vantaggio in caso si giochi una partita ad handicap. Nel Baduk, infatti, se un giocatore è più forte concede all'avversario più debole delle pietre di vantaggio da porre sugli hoshi prima che la partita abbia inizio, in modo da compensare la differenza d’abilità.

Ad un primo sguardo, la tavola da gioco può apparire quadrata, ma in realtà non lo è. E’ sempre leggermente più lunga di quanto sia larga, in modo che appaia quadrata dalla prospettiva dei giocatori seduti ai suoi lati. Sul goban possiamo distinguere quattro angoli, quattro lati, ed un centro. Gli angoli, i lati ed il centro hanno caratteristiche e funzioni strategiche diverse che impareremo più avanti.

Esistono tavole da gioco più piccole, di norma con griglie 13x13 o 9x9, che sono raccomandate nell'insegnamento del gioco ai principianti. è infatti più facile per gli insegnanti illustrare le situazioni di gioco su goban ridotti ed il principiante riuscirà a completare le sue prime partite in meno tempo.

Le pietre sono di colore bianco e nero ed hanno la forma di piccoli dischi biconvessi, sono fatte di plastica o vetro nella maggior parte dei set da gioco, mentre nelle edizioni di lusso vengono ricavate da conchiglie (bianco) od in ardesia (nero). Teoricamente vi dovrebbero essere 181 pietre nere e 180 pietre bianche, dal momento che le 361 pietre corrispondono al numero di intersezioni sul classico goban 19x19, ma in pratica 150 pietre di ciascun colore dovrebbero essere più che sufficienti.

Lo spessore della tavola da gioco e delle pietre varia a seconda dei casi, in generale maggiore è lo spessore meglio è. Trovare un set da Baduk in Italia non è facile, essendo ancora poco diffuso, ma online troverete numerosi negozi che vendono diversi kit: da quelli economici, 30/40 euro, a quelli di lusso dal valore di migliaia di euro.

Le Regole di Base:
Il Baduk, pur essendo un gioco enormemente complesso, ha solo poche e semplici regole, che possono essere imparate in una mezz'ora  Il Baduk può essere appreso in pochi minuti, ma richiede una vita per essere padroneggiato.

Diagramma 2.
Quasi tutte le regole di base sono visibili nel diagramma 2:
La tavola da gioco dovrebbe essere vuota all'inizio della partita. Il giocatore che prende le pietre nere gioca per primo. Ogni giocatore alternativamente pone una pietra sopra un’intersezione vuota del goban, e non in uno dei rettangoli, fino a quando la partita non è conclusa.

Normalmente, il giocatore che è meno bravo prende il Nero. Se entrambi hanno lo stesso livello di abilità, procedono al sorteggio del colore tramite un indovinello. La procedura per la scelta dei colori è la seguente[4]. La persona più anziana o più forte prende un pugno di pietre dalla ciotola, l’altro giocatore cerca di indovinare se il numero di pietre nella mano del primo sia “pari” o “dispari” e mostra due pietre nel primo caso od una pietra nel secondo. Se la risposta è corretta prenderà il Nero. In questo caso un certo numero di punti, normalmente 5,5 o 6,5 viene concesso al Bianco quale compensazione per lo svantaggio di cominciare per secondo.

A differenza degli altri giochi da tavola, nel Baduk, la pietra non può essere spostata una volta che viene posta sul goban, a meno che non venga catturata e quindi rimossa dalla tavola da gioco.

Le pietre rimosse dal goban, vengono chiamate prigioniere, sono tenute solitamente nel coperchio della ciotola del giocatore che le ha catturate ed usate per riempire il territorio dell’avversario alla fine della partita. La cattura ed il riempimento del territorio saranno oggetto di una successiva lezione.
no che non venga catturata e quindi rimossa dalla tavola da gioco. può essere spostata una volta che viene posta sul goban, a m



[1] Spesso la tavola da gioco, Board in inglese, viene indicata anche con il vocabolo Giapponese “Goban”. In queste lezione useremo il termine giapponese o quello italiano.
[2] Nel proseguo delle lezioni useremo unicamente il termine Giapponese “hoshi”, dal momento che è quello generalmente usato in Italia, dove solo rarissimamente si ricorre al termine “punto stella”.
[3] In questa traduzione riporteremo i termini Giapponesi e Coreani romanizzati, senza riportare i corrispettivi ideogrammi.
[4] L’estrazione del colore viene chiamata col termine giapponese Nigiri, un breve video prodotto dal Go Club di Milano ne fornisce un ottimo esempio: video per il Nigiri.
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giovedì 10 gennaio 2013

Lezione 1 - Baduk e Scacchi a confronto


Nel mondo ludico, esistono veramente pochi giochi che hanno superato con successo la prova del tempo ed ancor meno sono quelli capaci di affermarsi oltre i limiti di un’unica regione culturale, tra di essi il Baduk[1] è degno di nota per il suo costante e diffuso successo.

Per oltre 2.500 anni, il Baduk ha rappresentato molto più di un gioco per moltissime persone: è stato considerato come un’arte, una scienza ed anche uno strumento pedagogico in Corea, Cina e Giappone, oltre a diffondersi nel mondo occidentale. Oggi offre non solo divertimento ed il brivido della competizione, ma costituisce un utile strumento per lo studio delle facoltà della mente umana e dell’intelligenza artificiale.

Il Baduk viene spesso messo a confronto con gli Scacchi, che è un altro gioco antico molto popolare. A differenza dei giochi che si basano sul caso e la fortuna, come ad esempio i dadi o le lotterie, infatti, sono entrambi giochi di strategia. In tutti e due quindi il movimento dei pezzi si basa unicamente sul ragionamento e la tattica dei giocatori. Tuttavia il Baduk e gli Scacchi presentano sensibili differenze che li distinguono, essendosi sviluppati in maniera indipendente ed in regioni diverse del globo.

I pezzi degli Scacchi imitano la vita reale e sono classificati per rango, ovvero come Re, Regina, Alfiere, Cavallo, Torre e Pedone. Ognuno di essi ha la propria natura e le proprie peculiarità  Osservando una partita di Scacchi si ha l’impressione di essere di fronte ad una vera battaglia del medioevo europeo. I pezzi del Baduk, per contrasto, sono palline, o “pietre”. Possono avere una funzione anonima, collettiva o terziaria[2]. Nel corso di una partita, ad un osservatore ignaro appare semplicemente uno spazio composto da pietre bianche e nere frammiste ad intersezioni vuote. Se dovessimo comparare i due giochi potremmo dire che sono entrambi delle simulazioni di vita, ma mentre gli Scacchi ne sono una concreta imitazione il Baduk è estremamente più astratto.

L’obiettivo degli Scacchi è catturare od uccidere il Re dell’avversario. Quindi entrambi i giocatori faranno del loro meglio per catturare i pezzi nemici al fine di indebolire le difese del Re. Man mano che la partita procede, i pezzi degli scacchi sulla tavola da gioco diminuiranno di uno in uno. Al contrario nel Baduk, non è necessario uccidere quanti più pezzi possibile dell’avversario, dal momento che l’obiettivo è semplicemente quello di ottenere più territorio dell’avversario. Quindi, nel Baduk, il traguardo finale è quello di mettere al sicuro il proprio mondo e lo si raggiunge tramite la competizione con l’avversario, piuttosto che con la sua distruzione.

Gli Scacchi sono a tutti gli effetti la simulazione di una guerra, una guerra istituzionalizzata, regolata e codificata, con un fronte, una retroguardia e delle battaglie. Il Baduk, invece, più che con una mera guerra, ha analogie con l’economia e la politica concentrandosi nell'ottenere il massimo beneficio possibile dalle 361 intersezioni disponibili sulla tavola da gioco.

Se gli Scacchi danno un’esperienza di un modello di guerra tramite una riproduzione astratta di quella reale, il Baduk permette di comprendere la battaglia politica tra due fazioni avverse in un mondo limitato. Quindi lo spirito del Baduk è la costruzione e non la distruzione.

“Il Baduk è armonia” disse Wu Qingyuan, grande maestro di Baduk. Il Baduk può essere un’arte, dal momento che la sua competizione si fonda su questa armonia, ed il Tao[3] del Baduk può essere raggiunto tramite la percezione di questa armonia. Il fine ultimo di queste lezioni è quella di trasmettere questo Tao assieme all'abilità ed alle tecniche legate al Baduk.
Nam Chi-hyung

Traduzione di Marco Falcinelli.



[1] Sebbene in Italia, ed in Europa, il gioco sia conosciuto con il termine GO di derivazione Giapponese, nella trasposizione di queste lezioni si è preferito mantenere il nome BADUK, termine Coreano, per mantenersi fedeli al lavoro originale. Note a piè di pagina come questa esplicheranno ogni scelta di traduzione indicando i relativi termini inglesi/giapponesi/coreani in modo da non confondere il lettore con termini difformi da altre pubblicazioni. Per quanto possibile faremo riferimento al Glossario compilato dal Go Roma Club a cura di Valerio Sampieri e Giordano D’Obici.
[2] Si approfondiranno questi concetti nel proseguo delle lezioni.
[3] Il Tao è un concetto filosofico orientale complesso, pertanto si è deciso di mantenerne il termine nella traduzione. In questo caso indica un concetto simile alla comprensione dei Principi essenziali del Gioco, ma anche alla Percorso da seguire per la loro comprensione.
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lunedì 7 gennaio 2013

Prefazione

Benvenuti sulle pagine de Il Baduk Facile e Divertente!

Il Baduk è un gioco da tavola strategico ed in Italia è più conosciuto con il termine di derivazione giapponese GO, su queste pagine abbiamo preferito mantenere il termine Coreano in ossequio all'opera originale.

Alcuni anni fa, infatti, sulle pagine di Korea Times è apparsa una rubrica chiamata Baduk Made Fun and Easy a cura di Nam Chi-hyung che a cadenza settimanale ha pubblicato lezioni per imparare questo gioco meraviglioso riscuotendo un ottimo successo, tanto che poi gli articoli sono stati raccolti in tre libri.

In considerazione della poca documentazione pubblicata in Italiano a fronte di un'ampissima letteratura orientale ed anglofona, l'autrice è stata tanto cortese da consentirmi di pubblicare una traduzione in italiano della sua opera. E' il mio modestissimo contributo alla diffusione di questo bellissimo gioco nel bel paese.

Se desiderate apprendere o approfondire il Go, o Baduk, spero che questo corso possa esservi utile oltre che divertirvi. Partiremo dalle basi per poi via via approfondire ogni aspetto del gioco, con due articoli settimanali, il lunedì ed il giovedì.

Se già conoscete il gioco, ogni contributo commento suggerimento o critica sarà benvenuto.

Buon divertimento a tutti!

Marco Falcinelli

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